5 digital tips per lanciarsi sui mercati esteri

Uno dei vantaggi del digital marketing è quello di non avere apparentemente confini geografici: con un click si possono avviare campagne in ogni parte del mondo. Ma è davvero così semplice?

Ovviamente no. Attivare campagne fuori dai propri confini nazionali può nascondere molte insidie e rischia di essere un investimento di tempo e risorse a perdere. Negli anni in cui abbiamo consolidato la nostra posizione in mercati esteri abbiamo sperimentato in prima persona le difficoltà e le soddisfazioni che derivano dal lanciarsi in un mercato totalmente diverso dal proprio.

Se stai pensando di lanciare il tuo prodotto o servizio su un mercato estero, eccoti cinque accorgimenti da tenere in considerazione per strutturare la tua strategia.

Come strutturare una comunicazione efficace? Approfondisci qui

1.Studiare i singoli mercati

Ogni paese ha le proprie abitudini e le proprie “regole comunicative”. Non ha perciò senso volersi lanciare genericamente nel mercato internazionale: meglio concentrare le proprie energie su mercati specifici, per testare le nuove strategie e ottimizzare il budget.

Questa è una strategia che solitamente funziona anche nel mercato nazionale: concentrarsi su un singolo target (in questo caso, una geo specifica) aiuta a valutare meglio i risultati dei test e a spendere meglio il budget, minimizzando il rischio di perdite.

Esistono diversi modi per avviare uno studio approfondito nel mercato su cui ci si vuole affermare. Uno tra tutti è un tool di Google, Market Finder, che permette di analizzare e identificare nuovi potenziali mercati.

2.Localizzare

Pensare che il modo di comunicare sia uguale per ogni paese è un assunto errato. Quando si varca una frontiera ci si scontra con un modo di pensare diverso e con diversi modi di comunicare. Per questo è importantissimo geolocalizzare: non solo dal punto di vista dei parametri tecnici della campagna, ma soprattutto dal punto di vista dei contenuti.

Un esempio classico è rappresentato dal naming: è capitato che le case automobilistiche “sbagliassero” il nome di una nuova auto, senza indagare su eventuali significati dello stesso nel mercato estero di lancio.

Ovviamente non è solo questione di nome, ma anche di concetti. Costruire un testo che sia coerente e interessante dal punto di vista comunicativo è importante: per questo motivo è sempre meglio scegliere una revisione madrelingua, che può conoscere modi di dire e termini tecnici, piuttosto che affidarsi ad un programma di traduzione online.

Abbiamo parlato di questo argomento anche nel podcast dedicato al mercato Germania

3.Conoscere le regole

Apparentemente, i regolamenti doganali sembrano interessare soltanto chi effettivamente commercia oppure è nel settore import-export. Invece, i singoli governi stanno serrando i ranghi anche sulle normative online relativi a contenuti, prodotti e servizi.

Nell’analisi del tuo prossimo potenziale mercato estero, tieni conto di questo: il prodotto può essere esportato? Il servizio può effettivamente interessare oppure entra in conflitto con qualche regolamentazione specifica?

Altro aspetto fondamentale da tenere in considerazione è quello legato alla regolamentazione sulla privacy. Parlando per esempio di Europa, tutto ciò che ha a che fare con la raccolta e il trattamento dei dati personali è regolato dal GDPR in vigore da Maggio 2018, che impone degli standard molto rigidi in materia.

4.Superare le obiezioni

Esigenze e pregiudizi cambiano da paese a paese. Se è facile tracciare il profilo di una buyer persona nazionale, individuando desideri, necessità e anche obiezioni. Su un mercato estero è sicuramente più difficile prendere la “temperatura” e ottenere un feedback reale in questo senso, con la diretta conseguenza di una campagna che non decolla mai come dovrebbe.

Capire quali sono le possibili obiezioni del nuovo target, lavorando sugli obiettivi e sulle rassicurazioni, può metterti nell’ottica giusta per costruire le leve commerciali adatte a sostegno della tua campagna.

5.Offrire alternative alle realtà locali

L’ultimo punto affronta forse la domanda più critica che ogni imprenditore si pone: qual è il valore aggiunto rispetto ad un fornitore locale?

Questo passaggio va valutato, ovviamente, in relazione alle forze aziendali e al tipo di business portato avanti. Valorizzare la propria mission, i propri valori e ovviamente il proprio Unique Selling Proposition è davvero molto importante per spiccare sul mercato e sui competitor locali.

Anche valutare collaborazioni potrebbe essere una soluzione!

Sei pronto?

Ovviamente non esiste una ricetta segreta per avere successo sui mercati esteri. Negli anni abbiamo sviluppato sempre maggiore consapevolezza al riguardo, lavorando con clienti esteri e anche con aziende italiane interessate ad espandersi all’estero. La nostra esperienza nei mercati

è stata un continuo ottimizzare, imparando grazie al confronto e alla continua ricerca!

Il primo passo puoi farlo osservando come cambia il mondo dell’advertising attorno a te. Per il secondo, puoi rivolgerti a noi per una consulenza gratuita!



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